Marco Mei – Tristezza
Non so cosa mi manca; per questo so che più di ogni altra cosa mi manca.
Non so cosa mi manca; per questo so che più di ogni altra cosa mi manca.
Fa male, fa male, fa male. Quanto male fa quando a fare del male sei tu: molto meglio è riceverlo. Questa volta a sbagliare sei tu e quella grande luce che prima illuminava la tua persona ora si spegne quasi, come un cerino consumato. Ma questo non basta. Per caso un foglio cade dal cielo, vola sul cerino e nonostante ormai sia quasi spento, gli rimane una piccola fiammella, che accende il foglio e incendia. E tu, che pensavi di fare poco male, che infondo credevi di aver avuto le tue ragioni, ora ti accorgi di aver distrutto.
E poi la solitudine diventa ridicola anche ai tuoi occhi, perché ami, ami qualcuno che sai mai ti amerà.
Calci in culo nella vita ne ho presi una cifra. Ho passato notti a piangere e giorni a nascondere la mia tristezza dietro un finto sorriso. Ora quello che voglio è solo ridere di gusto e lasciare alle mie spalle tutte le lacrime, tutti i brutti ricordi e con esse tutte le persone che hanno contribuito a tutto questo. Non è mai tardi per ricominciare; mai!
Fino a quando senti il dolore, ti senti vivo. Il che non si può dire quando ti senti vuoto.
Solitudine è quando vedi il bicchiere sempre mezzo vuoto, quando il silenzio assordante della tua stanza accompagna le tue giornate, quando aspetti un abbraccio che non arriva mai, quando sei circondato dall’indifferenza totale… solitudine è… la mia vita senza progetti.
Il pianto è una tempestosa perturbazione del cuore.