Maria Teresa Porta – Abbandonare
Dovevi essere la mia ancora di salvezza, invece sei diventato il più pesante dei macigni che mi hai trascinato nel profondo degli abissi.
Dovevi essere la mia ancora di salvezza, invece sei diventato il più pesante dei macigni che mi hai trascinato nel profondo degli abissi.
Un abbandono non richiede necessariamente un saluto, una fine dichiarata, un momento consapevole, un “addio” detto prima di voltarsi, uno sguardo che si sofferma su ciò che non sarà più, esitando tra malinconici nodi… No. Un abbandono può già essere adesso, silenzioso, mentre – ignari – stiamo l’uno accanto all’altra, vicini… ma con le Anime distanti come due universi invisibili.
Quando eri nei miei pensieri, mi faceva male tenermi tutto dentro. Ora che è finito…
Due occhi un po’ spenti, ma mai stanchi, mi spogliano e mettono a nudo le mie debolezze e le mie sofferenze: quelli di mia madre.
Di solito mi consoli quando sono triste. Ed ora che sto davvero male, sei stato proprio tu a farmi soffrire.
Una spina ha trovato sede fra i veli dell’anima. Foto riaffiorano e tu piccolo ago…
Tutti che giurano, tutti che promettono. Nessuno che alla fine resta davvero.