Mario Pugliese – Vita
Tante cose non dovrebbero capitare, se solo potessimo, insegnare al cuore, come abbiamo insegnato ai nostri figli a stare attenti per non cadere.
Tante cose non dovrebbero capitare, se solo potessimo, insegnare al cuore, come abbiamo insegnato ai nostri figli a stare attenti per non cadere.
Non muori se hai perso qualcosa. Muori se non cerchi più nulla!
Se le mura fossero di vetro e potessimo vedere, ci accorgeremmo che molto spesso ci lamentiamo per delle cavolate, mentre chi davvero soffre non riesce più neanche a farlo dalla disperazione.
Quando credi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande.
“Ecco le tue solite fantasie – disse Alberto – tu esageri tutto, e in questo caso hai per lo meno il torto di paragonare il suicidio di cui ora è questione, con delle grandi gesta, mentre esso non può esser considerato che come una debolezza, poiché certo è più facile morire che sopportare con fermezza una vita dolorosa”.Ero sul punto di interrompere il discorso, perché niente mi mette così fuori dei gangheri come vedere qualcuno armato di insignificanti luoghi comuni mentre io parlo con tutto il cuore. Pure mi contenni, perché molte volte ho sentito addurre quell’argomento e me ne sono indignato; risposi dunque alquanto vivamente: “Tu lo chiami una debolezza? Ti prego, non lasciarti ingannare dall’apparenza. Puoi chiamare debole un popolo che geme sotto il giogo di un tiranno se, infine, fremendo, spezza le sue catene? Un uomo che nel terrore di vedere la sua casa in preda alle fiamme sente le sue forze centuplicate, e solleva facilmente dei pesi che a mente calma potrebbe appena muovere? E uno che nel calore dell’offesa ne affronta sei, e li vince, tu lo chiami debole? E, mio caro, se lo sforzo costituisce la forza, perché lo sforzo supremo dovrebbe essere il contrario?”
Si vive per amore di un qualcosa che sta accadendo ora.
L’uomo è uno straniero sulla terra e la sua vita un viaggio scosso dalle tempeste.