Matteo Decadent – Morte
Cominciai a contare le mie mosse dal momento in cui la morte mi sfidò a scacchi.
Cominciai a contare le mie mosse dal momento in cui la morte mi sfidò a scacchi.
Schianto Fatale!Su quel percorso a velocità infinitaun biondo Sole trasecolava veloceegli aspirava a diventar campioneproprio a Sepang ove perse la vita.Cocente il rammarico: la sua giovinezzal’Amore attendeva e loquace carezza:gli fu tutto negato per voler della sorteche ebbrezza testarda gli impose la morte.Il dolore traspare sul viso del padreche a quella prova, temendo, assisteva:piegato nell’Anima dall’acuto doloreche stretto nel pugno or tiene il suo cuore.Tanta amarezza modella il suo voltorubando per sempre dal mento il sorrisoe mai più sarà l’identica cosaor che quel figlio nell’oblio riposa.Egli era bello, era giovane e fortefinché lo schianto crudelelo affidò alla morte!
Dal mio corpo in putrefazione cresceranno dei fiori e io sarò dentro di loro: questa è l’eternità.
Solo la morte “ha il rombo del nulla”.
Ci sono ferite alle quali sarebbe preferibile la morte.
Gli anni sono come le piramidi: contengono sempre qualche morto.
I morti portano nella tomba, stretto tra le mani, soltanto quello che hanno donato.