Michelangelo Da Pisa – Figli e bambini
In strada non ci sono più bambini che giocano. Basterebbe questo per descrivere un’epoca.
In strada non ci sono più bambini che giocano. Basterebbe questo per descrivere un’epoca.
Quando vedi un nonno che gioca con il suo nipotino è bellissimo. È come se il passato si incontra col futuro, tutti e due ridono ed è amore puro. È bellissimo, il nipotino sicuramente imparerà tanto dal quel gioco. Sopratutto i segreti che nessun’altro gli poteva svelare.
Ho scritto tutte le volte che le mie labbra hanno fallito.
“E tu chi sei?” “Mi chiamo Mattia, piacere di conoscerti. In verità ci siamo già conosciuti, ma eri una scricciola di otto o nove anni, forse non ti ricordi.”
Non dovremmo meravigliarci se la nostra lingua è in via d’estinzione quando l’ultima cosa che abbiamo letto è il libretto di istruzioni del tostapane.
Sono stanco dei punti di sospensione che mozzano un concetto, delle parentesi che spezzano una frase, dei silenzi che dovrei interpretare. I pensieri vanno colorati con parole, gesti, sguardi, non lanciati nel mucchio aspettando che qualcuno li interpreti.
Può una mamma, per troppo amore, sperare nella morte di un figlio drogato ed irrecuperabile, piuttosto che vederlo soffrire per tutta la vita? La disperazione non ha limiti.