Michele Gentile – Vita
Non amo abitare i luoghi comuni. Tasse troppo alte rispetto ai servizi che offrono!
Non amo abitare i luoghi comuni. Tasse troppo alte rispetto ai servizi che offrono!
Se cerchi qualcosa di “ordinario” io sono la “scelta” sbagliata. Io sono quella matta, quella dai sorrisi e dalle lacrime improvvise, quella che profuma di donna ma con movenze da “diavolo”, quella che ti segue anche all’inferno. Io sono un po’ strana, però giuro sono fottutamente vera, soprattutto quando amo.
La vita è come una partita a Tetris: usando gli incastri giusti crei spazi nuovi al tuo mondo.
Tutti sentiamo il bisogno di staccare la spina e goderci un salutare relax. C’è chi invece usufruisce di relax tutto l’anno dato che il suo cervello è in vacanza a tempo indeterminato.
Le persone cambiano, ma quando il cambiamento è in positivo per se stessi e per gli altri è meglio dire che le persone divengono ciò che già sono, intendendo con ciò quello che è insito nel loro potenziale umano. Noi conosciamo noi stessi tramite le esperienze esterne e le sensazioni interne che queste ci producono. Una sorta di scambio tra la coscienza che prende atto di quello che sta accadendo e regola l’atteggiamento in base a quanto abbiamo imparato in precedenza, ai desideri e alle credenze, è l’inconscio che possiede una sorta di mappa interiore della propria “morale d’azione interiore”, vale a dire come lei agirebbe a prescindere dalla presa d’atto di coscienza. È questa a provocare le emozioni positive o negative, premendo sulla “membrana” che la separa dalla coscienza affinché si adegui alla morale interiore.Così quando la coscienza ci porta ad agire secondo la morale d’azione inconscia, ci sentiamo bene, appagati, felici, propositivi e in grado di proseguire verso la direzione del nostro vero essere, del divenire. In caso contrario diventiamo frustrati e ansiosi, incapaci e anzi indifferenti alla necessità di comprendere gli altri. L’ego prende il sopravvento, la parte desiderativa devasta i sogni dell’intuito, così ci allontaniamo dal nostro essere, invece di sfociare al mare della conoscenza interiore, risaliamo la corrente fino a perdere le forze e la volontà d’affrontare le occasioni della vita. L’equilibrio è questo, non è non compiere errori, non è l’essere perfetti, ma la presa di coscienza che le nostre emozioni non sono solo il riflesso di quanto accade all’esterno, ma la necessità del nostro intuito ad agire per il meglio secondo la propria morale.
È la digestione della sconfitta a generare la fame della rivalsa.
Io grido, quando tutto tace… Io sono, quando il resto è nulla.