Pagina iniziale » Nicholas Sparks – Libri

Nicholas Sparks – Libri

Stava ancora cercando di dare un senso alle proprie emozioni, quando Travis emerse dall’oceano e si incamminò nella sua direzione, scrollandosi l’acqua dai capelli. Un attimo dopo si lasciò cadere al suo fianco, sulla sabbia e, quando i corpi si sfiorarono casualmente, Gabby ebbe una fugace visione di loro due seduti vicini nel futuro in un centinaio di altre giornate come quella.

Similar Posts

  • Guillaume Musso – Libri

    Fuori si è alzato il vento. Il temporale fa tremare i vetri e un battente si spalanca di colpo, urtando un vaso di terracotta che cade sul pavimento, rompendosi. In lontananza un cane abbaia e qualcuno grida qualcosa.Loro due, però, se ne fregano dei cani, della gente e di ciò che accade fuori.Più niente importa, se non l’ebbrezza di perdersi l’uno nell’altra, la vertigine di scivolare in un baratro e il timore che quel legame si spezzi.Adesso Ilena si aggrappa a tutto quello cui può aggrapparsi: i suoi capelli, l’odore della sua pelle, il gusto delle sue labbra. Benché il cuore le batta così forte da farle quasi male, vorrebbe che quel momento non finisse mai.Poi prova una sorta di vertigine, un senso di vuoto allo stomaco e qualcosa erompe in lei.D’un tratto le pare di essere fuori del tempo, di non tocare più terra, di essere eterna.Di essere proiettata molto lontano.Chissà dove.Altrove.

  • Christiane F. – Libri

    Ci versai sopra troppo aceto. Adesso mi dovevo cacciare nella vena questa soluzione acetosa perché altrimenti avredi dovuto buttar via anche l’ero.Neanche mi sparai dentro la roba che partii. Mi risvegliai solo dopo un’ora buona. La siringa era ancora infilata nel braccio. Avevo dolori alla testa bestiali. Sulle prime non riuscivo ad alzarmi. Pensavo che ero arrivata, che sarei morta. Giacevo sul pavimento e piangevo. Avevo paura. Non volevo morire così sola. Strisciando letteralmente carponi andai al telefono. Ci misi certamente dieci minuti prima di farcela a fare il numero dell’ufficio di mia madre. Ripetei soltanto un paio di volte: “Ti prego, Ti prego mamma, vieni, muoio”.Quando mia madre arrivò potevo stare in piedi. Feci uno sforzo anche se mi sembrava ancora che la testa mi scoppiasse. Dissi: “Si è trattato di nuovo di un dannato attacco circolatorio”Mia madre capì benissimo che avevo bucato. Aveva una faccia molto disperata. Mi guardava soltanto con occhi tristi, disperati. Non potevo sopportare questo sguardo. Mi penetrava nella testa che pareva mi scoppiasse.

  • Nadia Fusini – Libri

    Ma se smetto, a cosa penserò? Al mio vuoto? È perché si è vuoti che ci si lascia invadere? È il vuoto in cui si galleggia che ci annega? Siamo vuoti, tutti vuoti… o sono io, io sola, a non possedere nulla? Io sola a provare la sottile, inestirpabile, vorace sensazione che la vita non sia mai quella che vivo, ma sempre un’altra? È strano, ma non ho mai avuto la forza di illudermi di essere qualcosa… La mia forza è un’altra, ambigua, intrisa di orgoglio e di vergogna. Si nutre di coraggio, si affama di paura. Conta sul cuore, per me è questo l’organo dell’intelligenza. Col cuore penso. Che esiste il mondo, me lo assicura il mio cuore animale, vivo, pulsante.

  • Stefano Benni – Libri

    Adesso che ti vedo capisco quanto mi sei mancata, e la sola idea che tu sparisca di nuovo mi fa morire, ti amo, ti amo, ti amo e se mi rispondi “sarai mica scemo”, giuro che mangio tutti questi pesci crudi e due chili di pane con la mollica poi mi butto nella pozza gelida, mi verrà una congestione annegherò e avrai rimorso tutta la vita.