Peter Bussolotti – Figli e bambini
Essere genitore va ben oltre che scegliere un nome o tramandare un cognome; è mettere “tua” vita in disparte e iniziare a percorrere la “vostra”, sapendo sempre che non sei tu la persona più importante…
Essere genitore va ben oltre che scegliere un nome o tramandare un cognome; è mettere “tua” vita in disparte e iniziare a percorrere la “vostra”, sapendo sempre che non sei tu la persona più importante…
Ci accorgiamo di quanto sia meraviglioso essere bambini, quando diventiamo adulti e ci accorgiamo di quanto sia meraviglioso essere adulti, quando siamo vecchi. Una vita passata a rimpiangere il passato, avendo vissuto solo pochi attimi di presente. No Signori, questa non è vita.
“Papà, ma tu quanti anni hai?”Ed io: “trentadue…””Trentadue!”
Che grazia inimitabile hanno i bambini prima di imparare a danzare!
“La mamma” non è raccontarla, ma farla.
Coltiva sempre il bene nei tuoi figli, non permettere mai che tra di lori vi sia gelosia. L’eguaglianza tra di loro è un insegnamento che nel tempo diverrà un unione indissolubile.
Il padre e il professore erano tutt’e due scontenti di Sereza, e infatti il ragazzo studiava male. Ma non si poteva dire che fosse poco intelligente. Al contrario, era più intelligente di tutti quei ragazzi che il professore gli portava ad esempio. Ma non poteva imparare quel che gl’insegnavano perché nella sua anima c’erano bisogni differenti da quelli che supponevano i suoi maestri. Aveva nove anni, era ancora un bambino, ma conosceva la sua anima e la proteggeva come la palpebra protegge l’occhio, e non vi lascia entrare nessuno che non avesse la chiave dell’amore. I maestri si lamentavano che non volesse studiare, ma la sua anima era assetata di sapere. E imparava da Kapitonyc, dalla bambinaia, da Nadenka, da Vasilij, e non dai maestri.