Jean-Paul Sartre – Figli e bambini
Ero un bambino, cioè uno di quei mostri che gli adulti fabbricano con i loro rimpianti.
Ero un bambino, cioè uno di quei mostri che gli adulti fabbricano con i loro rimpianti.
Felicità, gioia, amore rinchiusi in una unica parola “figli”, la cosa più preziosa che la vita ci poteva fare dono.
Se da piccoli i nostri genitori sbagliano… non dobbiamo imitarli ma cercare di fare meglio.
In occasione della festa della mamma volevo ricordarvi che, non uso i secchi come borsa, non mi dipingo le unghie con la spazzola del cane, non mi profumo col detersivo liquido, non uso i barattoli come scarpe e non mi vesto con gli strofinacci da cucina. Qualunque cosa è gradita. Grazie la mamma.
Un bimbo appena nato dorme sulla schiena del passato.
Un figlio per una madre nasce due volte: la prima nel suo cuore e la seconda nel suo ventre. Una madre ama tre volte: ci ama ancor prima di darci la vita, ci ama quando ci sente crescere nel proprio ventre e ci ama per il resto della sua esistenza.
Dormi bambino sogna le stelle quelle che brillano, le più belle. Sogna la luna un mondo a colori di giocare in mezzi ai fiori. Sogna di un mondo senza cattivi dove i bimbi non hanno da temere. Un mondo dove non esiste la diversità dove ogni innocente rispettato sarà. Un posto dove regni la pace dove nessuno vi metterà più in croce. Dormi bambino e sogna l’impossibile e fa’ che un giorno, anche grazie a te, diventi realizzabile.