Salman Rushdie – Libri
I libri scelgono i loro autori; l’atto della creazione non è interamente razionale e cosciente.
I libri scelgono i loro autori; l’atto della creazione non è interamente razionale e cosciente.
Ciò che ricordiamo, non è altro che un frammento sul ponte tra l’emozione e il mistero; esso, passeggiando fra i nostri pensieri, a volte si affaccia sorridendo dal bordo di quel ponte, e agita le sue braccia ogni volta che vuole essere riportato alla memoria.
A conti fatti la guerra è uno sterminato susseguirsi di follie.
Al quinto giorno, sempre grazie alla pecora, mi fu svelato questo segreto della vita del piccolo principe.Mi domandò bruscamente, senza preamboli, come il frutto di un problema meditato a lungo in silenzio:”Una pecora se mangia gli arbusti, mangia anche i fiori? “”Una pecora mangia tutto quello che trova”.”Anche i fiori che hanno le spine? “”Si. Anche i fiori che hanno le spine”.”Ma allora le spine a che cosa servono? “Non lo sapevo. Ero in quel momento occupatissimo a cercare di svitare un bullone troppo stretto del mio motore. Ero preoccupato perchè la mia panne cominciava ad apparirmi molto grave e l`acqua da bere che si consumava mi faceva temere il peggio.”Le spine a che cosa servono? “Il piccolo principe non rinunciava mai a una domanda che aveva fatta.Ero irritato per il mio bullone e risposi a casaccio:”Le spine non servono a niente, è pura cattiveria da parte dei fiori”.”Oh! “Ma dopo un silenzio mi gettò in viso con una specie di rancore:”Non ti credo! I fiori sono deboli. Sono ingenui.Si rassicurano come possono. Si credono terribili con le loro spine… “Non risposi. In quel momento mi dicevo:”Se questo bullone resiste ancora, lo farò saltare con un colpo di martello”.Il piccolo principe disturbò di nuovo le mie riflessioni.”E tu credi, tu, che i fiori… “”Ma no! Ma no! Non credo niente! Ho risposto una cosa qualsiasi. Mi occupo di cose serie, io! “Mi guardò stupefatto.”Di cose serie! “Mi vedeva col martello in mano, le dita nere di sugna, chinato su un oggetto che gli sembrava molto brutto.”Parli come i grandi! “Ne ebbi un po’ di vergogna. Ma, senza pietà, aggiunse:”Tu confondi tutto… tu mescoli tutto! “Era veramente irritato. Scuoteva al vento i suoi capelli dorati.”Io non conosco un pianeta su cui c`è un signor Chermisi.Non ha mai respirato un fiore. Non ha mai guardato una stella.Non ha mai voluto bene a nessuno. Non fa altro che addizioni.E tutto il giorno ripete come te: e si gonfia di orgoglio.Ma non è un uomo, è un fungo! “”Che cosa? “”Un fungo! “Il piccolo principe adesso era bianco di collera.”Da migliaia di anni i fiori fabbricano le spine.Da migliaia di anni le pecore mangiano tuttavia i fiori.E non è una cosa seria cercare di capire perchè i fiori si danno tanto da fare per fabbricarsi delle spine che non servono a niente?Non è importante la guerra fra le pecore e i fiori?Non è più serio e più importante delle addizioni di un grosso signore rosso?E se io conosco un fiore unico al mondo, che non esiste da nessuna parte, altro che nel mio pianeta, e che una piccola pecora può distruggere di colpo, così un mattino, senza rendersi conto di quello che fa, non è importante questo! “Arrossì, poi riprese:”Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda.E lui si dice: Ma se la pecora mangia il fiore, è come se per lui tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero!E non è importante questo! “Non potè proseguire. Scoppiò bruscamente in singhiozzi.Era caduta la notte.Avevo abbandonato i miei utensili.Me ne infischiavo del mio martello, del mio bullone, della sete e della morte.Su di una stella, un pianeta, il mio, la Terra, c`era un piccolo principe da consolare!Lo presi in braccio. Lo cullai. Gli dicevo:”Il fiore che tu ami non è in pericolo… Disegnerò una museruola per la tua pecora… e una corazza per il tuo fiore… Io… “Non sapevo bene che cosa dirgli. Mi sentivo molto maldestro.Non sapevo bene come toccarlo, come raggiungerlo…Il paese delle lacrime è così misterioso.(da “Il piccolo principe”)
Quando pioveva forte, Max aveva l’impressione che il tempo si fermasse. Era come un momento di tregua durante il quale egli poteva interrompere qualunque cosa e mettersi semplicemente alla finestra a contemplare per ore lo spettacolo di quell’infinito velo di lacrime del cielo.
Là dentro troverai la morte. Non potrai più riprendere il cuore, bambina morirai, e qualcuno getterà la terra sulla sua tomba. Nemmeno un fiore, nemmeno uno.
“A tutti capita qualcosa”, risponde T.J. “Solo che a me è capitato presto”.”Ti auguro che le cose possano andare meglio”.”L’hanno già fatto”.”A proposito, se vieni di nuovo a cercare April, mio fratello e io ti spezziamo le gambe”.Tj studia Al poi lancia a Oliver un’occhiata frettolosa.”Credo che sia abbastanza grande per decidere da sola”.”E se lei si rimette con te, spezziamo anche le sue”.