Silvana Stremiz – Morte
A volte viviamo “morendo” e non c’è morte peggiore. Così la morte concreta è un dono che la vita ci fa. Perché da tempo la stiamo già “respirando”.
A volte viviamo “morendo” e non c’è morte peggiore. Così la morte concreta è un dono che la vita ci fa. Perché da tempo la stiamo già “respirando”.
Gli uomini, fuggendo la morte, l’inseguono.
Quando ci viene detto “Ti amo” dalla persona amata ci sentiamo felici, appagati. Quando a dircelo è una persona a noi indifferente diventa fastidioso e spesso la evitiamo. Ma non è una colpa amare, è un dono che ci viene fatto e che non abbiamo il diritto di calpestare neppure quando non è da noi corrisposto.
I grandi amori sentono in “autunno” la primavera.
La caparbietà e la testardaggine ti porteranno lontano, o ti impediranno di andare oltre.
Se amo te non sto amando me.
La vita è un dono che ci viene fatto, un’opportunità composta da un’infinità di emozioni ed occasioni da poter cogliere e vivere. Il tempo che ci è concesso è un’incognita, anche esso è un dono. A volte è così tiranno da concederci così poco tempo, eppure paradossalmente sufficiente perché talmente colmo di cose vere che alla fine l’intensità di ogni cosa sarà così grande e così piena da saziare l’anima, da farci dire: “Io ho vissuto veramente”. Altre volte è così generoso da concederci la possibilità di invecchiare, ma così “tiranno” da non averci mai saziato perché non abbiamo saputo cogliere, vivere e comprendere a pieno il senso della vita.