Silvana Stremiz – Stati d’Animo
Una cosa è ascoltare, un’altra è “sentire”, tutti distrattamente ascoltano ma pochi “sentono”.
Una cosa è ascoltare, un’altra è “sentire”, tutti distrattamente ascoltano ma pochi “sentono”.
L’innocenza perduta ci attende da sempre sulla riva del nostro mare per essere indossata con abiti nuovi.
Non ho bisogno di parole che non siano amore.
Siamo briciole di pane, quel pane sbriciolato; siamo gli avanzi del tempo passato ad aspettare quell’affascinante becco che ci avrebbe trasportato tra gli abissi dell’estremo. Siamo immagini sbiadite, immagini sbiadite dal sole e rovinate dalle pioggia che ci ha resi sbriciolabili come carta pesta, destinati a diventare piccoli atomi di grandi ricordi. Siamo gli echi delle nostra urla di gioia, la vittoria di chi non si aspetta nulla ma esulta per la poca ricompensa giornaliera, la vittoria del sorriso sul pianto, della voglia di vivere su quella di arrendersi, la voglia di continuare a sognare su quella di restare con i piedi per terra. Siamo il profumo di chi tra di voi si sentirà attratto dalle suola delle nostre scarpe e tenterà di inseguire le nostre enormi scie nel cielo, invisibili e allo stesso tempo incancellabili. Siamo i volti di continua ad aspettare un po di sole e nell’attesa cerca di scaldarsi bruciando tutto quello che trova in questo tempo, ladro di pazienza e di rispetto. Siamo vite indelebili, siamo i figli di un mondo segreto, chi si unirà alla forza delle nostre anime conoscerà le nostre dimore e le nostre ricchezze. Aiuole di Pace.
Quando smetti di sognare, di credere, l’unica cosa che ti resta da fare è essere te stessa. Quindi, questa sono io. Senza più sogni e senza illusioni. D’altronde lo sappiamo bene le favole ed il lieto fine non esistono.
Il chiarore vanisce, il sopore m’adagia.
Ho il cuore stropicciato, ci vorrebbe una stiratura divina.