Carlo Bisecco – Stati d’Animo
Anche dietro l’odio più profondo si cela un velo d’amore.
Anche dietro l’odio più profondo si cela un velo d’amore.
Voglio iniziare una nuova vita. Mi prendo altri cinque minuti per decidere dove sbagliare.
Non ho paura!… o non so razionalizzare?
Se gli esseri umani ci deludano, ci fanno soffrire, noi lasciamo scorrere la nostra sorgente, ossia non smettiamo mai di amare. Ci viene però da dire: ne ho abbastanza di essere sempre malmenata ingannata, lesa.Ma meglio essere ingannati e lesi piuttosto che impedire alla nostra sorgente interiore di scorrere. Possiamo sempre porre riparo alle delusioni, alle perdite ma se la sorgente dell’amore non scorre più, siamo perduti: nel nostro interiore, diventiamo una palude. Meglio sapere come orientare l’acqua di quella sorgente, e come meglio canalizzarla, affinché non vada a scorrere in, in un giardino qualunque, o un posto qualunque. Per favorire la crescita di ortiche o erbacce. Non bisogna lasciar inaridire la sorgente, ma meglio proteggerla, affinché scorra pura per alimentare unicamente il mondo, e Dio se ne incaricherà.
La serenità dell’anima aiuta a superare i momenti difficili. Ogni frutto per maturare ha bisogno delle quattro stagioni che si alternano: dal sereno, al caldo, poi si passa dalla la pioggia e dal freddo. La sofferenza i dolori ci sono necessari per creare le condizioni adatte alla nascita alla crescita e alla maturazione del frutto della saggezza. È la via naturale e terrestre. Poi c’è la via celeste, volendo potremmo evitare la prima, quando avremmo sviluppate le ali per volare, con fede e tanto Amore: l’essere che ha dato un’anima fatta di bene e di male ci ha dato anche la libertà di scegliere. Sta a noi non andare verso il buio e se talvolta sembra che il ci avvolga cerchiamo con la Fede e l’amore silenzioso di chi ci Ama di cacciare nel suo buio e di lasciarci solo l’amore. Amore e Luce sono i nostri compagni di vita.
Ci sono cose che sono nate per illuminarci e cose che ci fanno decadere nell’ombra, le prime come le altre, generalmente, sono causate dalla medesima essenza. Dovremmo imparare a godere della luce in sé e non della fonte dalla quale origina, sempre meglio del fitto buio; sono i ricordi che detengono, più o meno, questa funzione.
La frase contiene espressioni adatte ad un solo pubblico adulto.Per leggerla comunque clicca qui.
Venti giorni. Quasi venti giorni. Troppi per un’attesa, pochi per un addio.
Se qualcuno sarà stato capace di trasmettere ad altri anche una piccola parte delle proprie emozioni, quelle emozioni vivranno in eterno!
Quando vedo questa nebbia rarefatta ed alta, come se le cose fragili della terra non potessero aspirare a raggiungerla, ritrovo qualcosa che sappia comunicare con me.
Vivere un’emozione senza lasciarsi andare per paura di soffrire, è un po’ come giocare a poker senza puntare mai per paura di perdere i soldi.
Mi immergo talmente tanto nei pensieri che a volte si spegne la sigaretta.
Guardando il mare, è in questo elemento che ritrovo me stessa, e, nella sua peculiarità di calma e tumulti i moti della mia anima, il mio, a volte ermetico altre cristallino, modo di essere, il mio modo di amare mai legato agli argini, il mio profondo e radicato rinnovarmi mantenendo inalterati nel tempo quei valori della vita che hanno reso e rendono autentici e puri i “sentimenti” quelli che, nonostante troppe volte, hanno incontrato riscontri inadeguati, continuano ad essere il solo motore della mia esistenza.
La vita è sempre una sorpresa, regala inattese emozioni che ti riempiono il cuore donando quel valore aggiunto al già vissuto.
Si può rendere felice una persona che non ci rende felici? E se anche facessimo l’impossibile per assecondare la sua “felicità”, non sarebbe forse regalare un’illusione? Trovo sia infinitamente più triste una felicità fasulla che un dolore sincero.
Non avevo più avuto il tempo di specchiarmi. Tutti questi anni, passati senza desideri, senza impulsi. Sola, senza un sorriso. Stamattina mi son detta: che voglia di amare, di gridare, di gioire. Avrei voluto giocare con la mia immagine allo specchio. Non c’è più tempo, dissero i miei occhi. E mentre soffocavo un pianto silenzioso, le mie rughe risolvevano l’enigma della mia disperazione. Quanti anni? Potrebbero essere cinque, come sessanta. Ho soffiato via la mia vita per distrazione, e gli anni mi hanno attraversato dentro, togliendomi ciò di cui più avrei avuto bisogno: la coscienza, la possibilità di una scelta.
Ci sono silenzi che profumano d’amore, parole che ti segnano il cuore e sentimenti che rubano l’anima.