Susan Randall – Vita
In fondo che vuoi che sia la vita? Poco più di un gradino da salire!
In fondo che vuoi che sia la vita? Poco più di un gradino da salire!
“Cercasi persona desiderosa di avere un incontro intimo con le mie ansie, le mie paure, i miei sbalzi d’umore e le mie sfaccettature. Una persona che voglia ascoltare le mie tante anime insicure, e vivere dentro a quelle” giornate no “in cui non ho voglia di uscire e che sciolga le maschere messe per difendermi da quelle sere che ti vengono a cercare con l’unico scopo di farti male. Una persona che non mi voglia capire ma mi sappia accettare, una persona a cui poter far vedere la mia collezione di” lieti fine “una persona che non mi dia risposte ma dica una cosa solamente:” è ora di aprire le porte, non lo senti che fuori c’è la felicità che bussa forte? “
Chi non sa abbracciarti non merita il tuo amore!
Manca quasi un mese,trenta giorni infinitiper quelle trecento settimane non vissuteper una figlia non goduta.Ed io fremo sempre piùaspettando Francesca Demon.
La vita mi ha insegnato che i ricordi non svaniscono mai. Mi ha insegnato che più dai meno ricevi, che ignorare le cose non cambiano i fatti, che le parole a volte pungono il cuore, che la terra incolta non sempre può essere coltivata, che nel tempo tutto torna, ma quando ormai per te tutto è spento. Nella vita non si finisce mai d’imparare.
Ho voluto uccidermi cento volte; ma amavo ancora la vita.Questa debolezza ridicola è forse, delle nostre inclinazioni la più funesta.Perché vi è nulla di più ridicolo che di voler portar continuamente un fardello, che si vorrebbe ad ogni momento buttar giù? Di aver in aborrimento la propria esistenza, e di non poter distaccarsene? D’accarezzar finalmente il serpe che ci divora, finché non ci abbia mangiato il cuore?
L’amore non condiviso è una tortura.