Victor Hugo – Uomini & Donne
“Mi senti? Ti amo!” Gridò ancora. “Quale amore!” Disse la sventurata rabbrividendo. Lui rispose: “l’amore di un dannato.”
“Mi senti? Ti amo!” Gridò ancora. “Quale amore!” Disse la sventurata rabbrividendo. Lui rispose: “l’amore di un dannato.”
Ma, senza accusare Kitty, Levin non poteva fare a meno di pensare che anche l’educazione di lei, troppo superficiale, troppo mondana, fosse un po’ colpevole di questa inerzia. “Oltre alle cure di casa, alla sua toilette, alla broderie anglaise, non ha nessun interesse serio. Non s’interessa delle sue occupazioni, non dell’azienda, dei contadini, non della musica (eppure era abbastanza brava), non della lettura. Non fa nulla ed è completamente soddisfatta della sua vita”. Levin non capiva che sua moglie si preparava a un periodo di attività che l’avrebbe obbligata ad essere insieme moglie, padrona di casa, madre, nutrice ed educatrice, dei suoi figli. Non capiva che essa sapeva queste cose per istinto, e preparandosi a questa tremenda fatica si concedeva dei momenti di spensieratezza, di felicità nell’amore, per poter apprestare meglio il suo futuro nido.
Il sesso è la sola attività umana nella quale torniamo a essere ciò che siamo: animali. E più riusciamo a spogliarlo di tutto ciò che è umano: ansie, paure, aspettative, pensieri, meglio è. Fare l’amore invece è entrare in un corpo per arrivare all’anima. È diverso.
Mi dicevano non credere a ciò che senti ma a ciò che vedi, ed io vedevo un uomo che sapeva mentire benissimo.
Siamo legati gli uni agli altri più di quanto crediamo e più di quanto vorremmo.
La storia ci racconta che il passato è appartenuto agli uomini.Se anche così fosse credo però che il futuro appartenga a noi donne, così apparentemente fragili da far tremare il mondo.
Siamo figlie, in un futuro o chi lo è già mamme, siamo amiche, siamo compagne, ma siamo soprattutto “donne”