Fëdor Michajlovic Dostoevskij – Vita
Il segreto dell’esistenza umana non è vivere per vivere, ma avere qualcosa per cui vivere.
Il segreto dell’esistenza umana non è vivere per vivere, ma avere qualcosa per cui vivere.
Tu che nascesti dall’acqua sai che essa è vita. Ora che essa s’asciuga è prossima la fine. Bevi quella che rimane o morrai di sete.
La fortuna fa come il baro nel giuoco: fa vincere qualche volta per allettare.
Le lacrime sono emozioni che prendono forma.
Voltarsi e scoprire attoliti in quante direzioni diramasse la strada percorsa, verso quanti luoghi forse più o meno piacevoli di questo portasse ognuna di quelle ed inevitabilmente pensare alle gioie che si è così perse… il Passato… una volta accettato ciò, ci si rivolta scoprendo che ciò che si ha difronte è una strada non facile, probabilmente non più bella di ciò che è risultata essere sino a quel momento ma si va avanti passo dopo passo, consapevoli che la direzione che si sta prendendo non permetterà mai il ricongiungersi con le altre innumerevoli diramazioni… il Futuro…
La vita è fatta per essere vissuta, non per prepararsi a viverla.
Vivere non è come esistere.
La giovinezza è una bella cosa, una cosa potente. Fin tanto che uno non ci pensa.
La vita è una composizionedi sensazioni, brividi e sogni.Devi viverle per dire di aver vissuto.
Nella vita non smarrirti mai della ragione. Può sembrare timorosa e dal passo incerto, ma con estrema tenacia giunge a destinazione.
Credo che nessun uomo abbia uno spirito ampio come quello di colui che osserva ed assorbe il senso dell’intero creato.
Un’insegnante chiese agli scolari della sua prima elementare di disegnare qualcosa per cui sentissero di ringraziare il Signore. Pensò quanto poco di cui essere grati in realtà avessero questi bambini provenienti da quartieri poveri. Ma sapeva che quasi tutti avrebbero disegnato panettoni o tavole imbandite.L’insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da Tino: una semplice mano disegnata in maniera infantile.Ma la mano di chi?La classe rimase affascinata dall’immagine astratta. “Secondo me è la mano di Dio che ci porta da mangiare” disse un bambino. “Un contadino” disse un altro, “perché alleva i polli e le patatine fritte”.Mentre gli altri erano al lavoro, l’insegnante si chinò sul banco di Tino e domandò di chi fosse la mano. “È la tua mano, maestra” mormorò il bambino.Si rammentò che tutte le sere prendeva per mano Tino, che era il più piccolo e lo accompagnava all’uscita. Lo faceva anche con altri bambini, ma per Tino voleva dire molto.Hai mai pensato al potere immenso delle tue mani?
Sono le cose non dette e quelle non fatte che lasciano un segno indelebile dentro di noi.
I momenti passati non possono essere rivissuti. Non sprecare le opportunità.
Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole… Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell’esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d’essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.
Perché certe cose non cambieranno mai, saranno sempre più forti della tua voglia di fuggirgli via, saranno sempre più vive di quanto tu nutra il desiderio di farle sparire per sempre.Perché certe sensazioni non possono abbandonarti, sono cresciute con te ed in te e hanno contribuito a farti diventare la persona che sei…E poi il tempo, il tempo che tu vuoi un giorno arriverà. Non occorrerà cercarlo, si presenterà da solo, perché è questa la vita.La vita è attesa e desiderio e vale la pena vivere per questo.
Il ballo è un discorso fra due persone.