Ada Roggio – Vita
Pensare ad alta voce preoccupa, non pensare affatto logora chi aspetta risposte.
Pensare ad alta voce preoccupa, non pensare affatto logora chi aspetta risposte.
L’errore più grande è desiderare il traguardo senza aver chiara la mèta.
Ti rendi conto dell’età che avanza quando tu inizi a parlare come tua mamma e tua mamma parla come parlava tua nonna.
Vivere senza poesia è come navigare senza timone.
La vita in due è come salire su un tandem tutti e due verso la stessa meta a volte ci capiterà di affrontare delle salite ma poi ci saranno anche percorsi migliori in discesa libera, solo pedalando insieme tutto sarà più semplice.
Vivo “fra e tra” il tempo che va.
E quella voglia di evadere da quel pensiero permanente come l’inchiostro di un tattoo, ormai ha segnato la mia pelle nn và più via dopo aver cercato di disfarmene, ma niente nn ci sono riuscito più cerco di salire e più sprofondo nel buio, nn so se sarò capace di portare questo fardello, nn so per quanto ne avrò ma confesso che sono stanco di immaginarti e di sognarti tutte le notti, be l’unica cosa che chiederei al signore e di mostrarmi il tuo amore.
Se la vita prosegue per una via retta, perché ci fanno ruotare su 365 giorni?
Vivere sperando di morire è come partecipare a una maratona dove sai che camminerai soltanto.
I viaggi più lunghi cominciano sempre da un piccolo passo.
Ogni attimo di questa vita che vivo e come un partita a scacchi, che alla fine sono sempre io che perdo.
Non si entra mai nella vita e nell’anima di una persona con la forza, perché la forza non basta ad abbattere quel muro o quel cancello che ti separano da lei, ma devi trovare il varco o chiave, e sarà proprio l’altra persona a indicarti dove sono…
Siamo il risultato dell’universo che cerca di comprendersi, la vedo di difficile comprensione, ma questa è la mia idea della nostra collocazione nel cosmo.
Tutti ci lasciano qualcosa, purtroppo anche quelli che vorremmo non fossero mai passati nella nostra vita.
Forse uno degli errori più grandi è stato attendere, attendere un segno, un gesto, che non è mai arrivato se non nell’immaginazione, o di aver “colto” segni che non ci sono mai stati e aver dato un peso eccessivo ad un amico per poi comprendere che amico non è mai stato. Ma ho errato ancora credendo che al “dono” della seconda opportunità avrebbe saputo rimediare e comprendere che era l’ultima occasione.
Parlare di sensibilità’, quando si è pieni di ipocrisia: la vedo davvero dura.
Fu cosi che infine la terra, nell’ergersi a coscienza d’esistere attraverso la forma di vita la quale s’era più evoluta, divenne pari ad altri mondi.