Harjashan Singh – Vita
Coloro che cercano di scoprire il senso della vita, realizzano se stessi perché sono consapevoli di vivere.
Coloro che cercano di scoprire il senso della vita, realizzano se stessi perché sono consapevoli di vivere.
La vita mi insegna ad essere più duro di lei.
Il gioco della vita si fonda sul dare e avere.
Un giorno incontrerò qualcuno che mi dirà: non preoccuparti, d’ora in poi ci penso io a te. Quel giorno inizierò a vivere.
Ognuno di noi dovrebbe essere libero di scegliere quando e come proseguire il proprio “cammino”, ma la verità è che, se non la vita, c’è sempre qualcuno, o qualcosa, che poi decide per noi.
Non apparteniamo a nessuno davvero, se non a noi stessi, ma ci piace dividere una parte di noi con chi appartiene al nostro cuore.
“Pregiudizio” vuol dire affacciarsi alla finestra, in un giorno di nebbia, e disprezzare l’orizzonte.
Cammino sui fili della vita, sostenuta dalla certezza che si chiama speranza.
Cado, ondeggio, mi perdo, ma poi alla fine mi rialzo e ritorno a volare in questo vortice che mi trascina e che si chiama vita.
Aprendo il libro dell’esistenza vi leggeremo le nostre, ma ogni pagina è scritta a due mani: da un maestro che ci ha sottolineato gli errori e da noi che vi abbiamo posto rimedio.
Siamo così legati al passato che talvolta non siamo liberi di viverne senza.
La vita è il codice della follia, infinite combinazioni di rischiose azioni.
Bisogna coltivare il giardino della nostra vita, per far sì che i nostri pensieri siano delicati come fiori.
Pulsa cuore, irrora di emozioni questa vita.
La cattiveria, vedendosi rifiutata da tutti gli animali, trovò rifugio nell’uomo.
Dalla vita ho avuto tutto, il bello e il brutto.
Vince chi si arrenda alla vita, chi si fa usurpare da essa, chi vi fugge è definito un vigliacco. Io, però ho sempre amato l’anticonformismo.