Daniela Aspa – Stati d’Animo
A volte ho come la sensazione che la gente voglia ricoprirsi di dolore. Anche di fronte al bello, bramano lo stare male come se fosse un modo utile per ottenere abbracci che a voce non sanno più reclamare.
A volte ho come la sensazione che la gente voglia ricoprirsi di dolore. Anche di fronte al bello, bramano lo stare male come se fosse un modo utile per ottenere abbracci che a voce non sanno più reclamare.
Si diventa stanchi di essere l’appoggio di tutti e mai appoggiati da nessuno. Ci si stanca di essere le persone speciali, impeccabili e gli amici perfetti se poi non troviamo mai nessuno da definire, speciale, impeccabile e amico perfetto. Si diventa stanchi di capire ed è proprio quando non si viene capiti che non ci interessa più capire.
Fiera di essere una di quelle ragazze, che ci tiene a dire almeno una volta al giorno “ti voglio bene” alle persone che ama, che dice sempre mi vergogno, che ha paura di combinare casini e di perdere le persone importanti, che ride sempre, anche se dentro sta morendo, che ama scherzare con le amiche, che ama aiutare gli amici in difficoltà, insomma fiera di essere una di quelle ragazze… all ‘inizio molto timide, ma che piano piano ti danno l ‘ anima.
Luna, musa della notte, seduci le mie ombre e portale con te.Liberale nel freddo mentre sfilo tra le ore in attesa dell’alba.
È quando non vuoi piacere a nessuno che inizi a piacere per come sei realmente.
Vola, sogna, libera le ali verso il cielo, lanciati nell’illusione. Vola in quel cielo che ti ha sempre regalato serenità, alza il tuo sguardo e credi che la notte che senti nel cuore passerà, regalati quest’illusione, credici ancora altrimenti il tuo planare sarà solo una caduta senza sogni e senza tempo, dove il fondo non riuscirai mai a toccare. Credici, potrà essere solo un’effimera illusione, ma credici prima di lasciare che il vuoto riempia l’anima, forse la vita ti sembrerà meno amara.
La fregatura poi sono i ricordi. I baci rubati, quelli dati all’ultimo secondo prima di andare via. Quelle notti rimasti a parlare, dove ti si chiudevano gli occhi dal sonno ma tu non volevi saperne di salutarlo. Le canzoni dedicate. Gli abbracci inaspettati, le mani che si intrecciavano, le ore passate ad aspettare un sms con un banalissimo “mi manchi, dove sei?”. Sì, ti fregano.