Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Vita
La vita é una processione. Chi é lento la trova troppo veloce e si fa da parte; chi é veloce la trova lenta e si fa da parte.
La vita é una processione. Chi é lento la trova troppo veloce e si fa da parte; chi é veloce la trova lenta e si fa da parte.
Non è la vita che conta, ma quel che se ne fa.
Ci sono persone che gli basta un minuto per comprendere e capire chi hanno di fronte. Sanno leggere quel mondo invisibile che si cela dietro alle apparenze delle persone. Criticamente e veritiere, senza giudicare riescono a apprezzare, stimare quello che riescono a leggere dentro. Senza troppi giri di parole ti dicono quello che pensano, non perché ti criticano ma semplicemente perché questo è il loro modo di essere vere. Senza nascondersi per poi giudicare, scrutano e scoprono le loro intenzioni, senza veli per poi bruciare; parlano chiaro. Queste persone, sono capaci di dare comprensione e giudizio. È raro incontrarle. È un onore amarle e averle nella proprio vita.
Ho sprecato troppo tempo per persone che non arrivavano mai.
Scorre velocemente. Il tempo dei pensieri come il tempo delle cose scorre cosi veloce da non vederlo. Lo si sente dentro, che scorre come un fiume in piena, lo si sente con il cuore in gola per la paura di non raggiungere la meta.
Ho bisogno di vivere giorni che abbiano valore, e non un prezzo da pagare; ho bisogno di silenzio, che sia “dialogo” e non solitudine dell’anima; di specchiarmi negli occhi di chi amo, per ritrovare me stessa; di cavalcare la mia vita, senza che sia essa a trascinarmi. Ho bisogno dei miei sogni, per volare a vertiginose altezze, laddove la realtà mi accompagna, senza potermi soffocare con le sue mani talvolta crudeli. Ho bisogno di scrivere, per non seppellire le mie emozioni sotto i cumuli della polvere del tempo che, prima o poi, cancella il disegno, lasciando solo una pallida cornice. Ho bisogno di essere anche fuori, ciò che sento di essere dentro. Ho dei bisogni forse troppo “ambiziosi”, ma senza i quali non mi sentirei di vivere davvero.
La giovinezza non è un periodo della vita, e uno stato d’animo, che consiste una certa forma della volontà. In una disposizione dell’immaginazione, in una forza emotiva nel prevalere dell’audacia sulla timidezza, della sete dell’avventura, sull’amore per le comodità. Non si invecchia per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni, ma solo quando si abbandonano i propri ideali. Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo, le rinunce all’entusiasmo li traccia sull’anima. Essere giovane significa conservare a sessanta, a settant’anni, l’amore del meraviglioso, lo stupore per le cose sfavillanti e i pensieri luminosi, le sfide intrepide lanciate agli avvenimenti, il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo, il senso del lato piacevole e lieto dell’esistenza. Resterete giovani finché il vostro cuore saprà riceve i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio, di grandezza, di forza che vi giungono dalla terra da un uomo o dall’infinito. Quando tutte le fibre del vostro cuore saranno spezzate e su di esso si saranno accumulate le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo è solo allora che diverrete vecchi e possa Iddio aver pietà della vostra anima.