Valeriu Butulescu – Cielo
Un cielo con numero d’inventario. Un Dio pagatore di imposte.
Un cielo con numero d’inventario. Un Dio pagatore di imposte.
Ieri, il mio sguardo è stato rapito dal cielo. Ho separato lo Spirito dal Corpo e lasciandolo libero di cavalcare il Vento, sono infine giunto sulle Nuvole. Ho avvertito un senso di Pace, un qualcosa oltre la percezione di Vita, di Morte… forse era solo Amore. Ieri, ho viaggiato sfuggendo al “tempo” e mi sono perso.
Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria.
Talvolta abbiamo bisogno di un visto, per riuscire a vedere un orizzonte più vasto.
Il cielo lasciatelo ai passeri… noi restiamo coi piedi per terra.
Il cielo di città mi piace perché puzza di basso, di uomini. Il cielo di campagna invece mi fa paura. C’è solo roba del Signore, lassù: stelle, stelloni, nuvole al galoppo. E poi che mi mettevo a fare in campagna? A litigare con gli alberi? Quelli sono tranquilli, beati, ti fanno sentire uno sputo. La natura è tutta arrogante, è roba diretta del Signore, e giustamente un po’ di strafottenza ce l’ha.
Ci scalda senza perché, ci da la vita con la sua vita. Il sole. Luce su tutto. Perché?