Anna De Santis – Comportamento
Accetto consigli, poi vaglio il tutto.
Accetto consigli, poi vaglio il tutto.
Il comportamento degli esseri umani è tanto incomprensibile quanto affascinante!
Ho cominciato a scrivere aforismi per gioco. Poi ho continuato per passione. Adesso continuo a farlo per aspettare le critiche da chi ne è rimasto scandalizzato.
La vittoria o la sconffita hanno lo stesso valore se impariamo a non sottovalutare chi abbiamo davante… Ma più interessante è riuscire a non sopravalutarci, onde evitare la delusione più forte e la vergogna più evidente!
Parlare molto non è un difetto solo se si ha molto da Dire…
Si recrimina sempre e lo si fa sempre troppo tardi.
Se svendi la tua virtù è perché ne conosci già il modesto valore. Chi ha qualcosa di prezioso da offrire non lo cede se non dopo una sudata contrattazione.
Io non vivo di equivoci. Se non mi piace una persona non la saluto per primo, non gli offro da bere, non concedo dettagli, gli do consigli solo se mi vengono richiesti e non mi applico ma faccio sfoggio di luoghi comuni.
Allora, l’insano di mente è colui che dà libero arbitrio al proprio inconscio.
Io mi piaccio a tal punto che alle volte mi invidio.
Occhi, sorrisi e facce strane. Gomiti sul tavolo e testa tra le mani per non far vedere quel che pensi, non male come giustificazione. Penso che più della mente, più del corpo, più degli stati d’animo più o meno manifestati, contino le sensazioni. Le sensazioni vere, forti, quelle spontanee ed avvolgenti, quelle che nascono solo da certi occhi, da certi sorrisi, da certe facce strane.
Uno che non sa governare se stesso, come saprà governare gli altri?
Prima di toccare il cuore di qualcuno, assicurati di avere “le mani pulite”.
Le parole, sono polvere al vento,quando non s’illuminanodi un qualsivoglia sentimento.
Nella vita ho imparato ad ascoltare, mi adeguo facilmente alla persona che ho davanti e la lascio parlare, anch’io da ognuno prendo quello che posso, non finirò mai di imparare.
Molti moralisti meglio stiano zitti.
I vizi capitali, nella teologia cattolica sono sette: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia. Io, ne aggiungerei un ottavo: la mancanza di “Umiltà”, perché rende l’individuo borioso, tronfio del proprio “tutto”, disconoscendo che la vera grandezza è “denotare” di essere “piccoli”.