Elia Trabalza – Vita
La vita è talmente soggettiva, che richiedere oggettività ad una persona è solo un’utopia.
La vita è talmente soggettiva, che richiedere oggettività ad una persona è solo un’utopia.
La vita è come una farfalla che vola via.
Preferisco essere dannato, piuttosto di continuare ad essere figlio dell’ipocrisia. Mi diverto molto, molto di più.
A volte si vuole disperatamente vivere. Ci costringiamo a voler vivere. Vogliamo così tanto vivere che oltrepassiamo i limiti, andiamo oltre e ancora più in là. Crediamo di poter veder nascere la nostra essenza più pura perché in questo stato d’essere ci sentiamo liberi. E lo siamo, liberi. Dannatamente liberi. Liberi come nei nostri sogni più sfrenati. Padroni del mondo e di noi stessi. Dobbiamo avere il coraggio di essere veritieri in tutte le situazioni: nella costrizione più pura, dovesse accadere; nella tranquilla complessità quotidiana, che ci fa da sfondo. Allora, e solo allora, saremo liberi e sinceramente vivi.
La gente pensa e afferma che il tempo cura tutte le ferite, ma io la penso così. Mi sembra soltanto che renda le cicatrici più profonde.
La puntualità è il ladro del tempo.
Penso a me di nuovo qui a vivere questa vita, il tempo passa, i sorrisi spariscono, la pioggia scende su l’estate che se ne va, questa notte sparisce nell’ombra, sentimi nel buio del mattino, sentimi tra le grida, sentimi tra le rovine di questo mondo. Ti hanno venduto, hanno venduto l’amore, ma tu non guardi più dal tuo cielo e la nebbia arriva sulle nostre vite, ci sgretoliamo e diventiamo sabbia persa nel deserto immenso delle nostre vite.