Elias Canetti – Religione
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne: c’è stato per tanto tempo.
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne: c’è stato per tanto tempo.
Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d’onore nei convitti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare ‘rabbì dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare ‘rabbì, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno ‘padrè sulla terra, perché uno solo è il padre vostro, quello del cielo.
La fede comincia appunto là dove la ragione finisce.
Più constato la presenza del demonio nel mondo, più scemano i dubbi in Dio.
Come può la debolezza promettere di non essere più debole?
Iddio non creò l’opera Sua perché l’uomo la correggesse.
Incredulo, attonito, deluso, amareggiato, scosso nel profondo, una giovane vita rubata, solo un pensiero, perché se il Dio dell’amore esiste.