Emilio Lussu – Morte
Fare la guerra è una cosa, uccidere un uomo è un’altra.
Fare la guerra è una cosa, uccidere un uomo è un’altra.
Chi muore, non muore davvero.
La sofferenza, vivere la sofferenzaricordi mai spenti, ricordi sempre vivi.Assistere impotenti al lento declino,il corpo assente, occhi lucidi e serenil’amore dei propri cari, l’attesa, la speranza.Un segno. Lo sguardo nel vuoto,mani che si stringono in preghiera,nessun segno, l’anima si liberail corpo inerme, le labbra sorridenteun piccolo alito di vento, un po gelidoannuncia l’imponderabile.La vita ha concluso il suo cammino:Nulla ha potuto la potenza dell’amore.I ricordi che portiamo dentrorivivranno per sempre nell’animacon gioia nei momenti di solitudine.
La tragedia della morte è tale che trasforma la vita in destino.
Morire non mi piace per niente. È l’ultima cosa che farò.
Senza la morteil tempo, la crescitail mutamento non esistono.
Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: “A che gli é servito nascere?”. Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo.