Giacomo Leopardi – Morte
Invidio i morti, e solamente con loro mi cambierei.
Invidio i morti, e solamente con loro mi cambierei.
L’avversione per la morte non è altro che il logico dispiacere di non poter più godere dell’infinite peculiarità che ci offre la vita.
All’ombra dè cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
Morire è utile solo per chi ha vissuto male o non ha saputo vivere fino in fondo.
Morire è tremendo, ma l’idea di morire senza aver vissuto è insopportabile.
E quando morirò, voglio che sia in un fiume. Così sfamerò una manciata di pesciolini e diverrò concime che aiuterà a fiorire le orme di quel fiume prima di raggiungere il mare.
Non è dunque la pena di morte un diritto, […] ma è una guerra della nazione con un cittadino.