Guy de Maupassant – Cucina
Soltanto gli idioti non sono buongustai.
Soltanto gli idioti non sono buongustai.
E io restavo senza parola, perché capivo che la cucina era il solo luogo di tutta la casa in cui quella donna veramente vivesse, e il resto, le stanze adorne e continuamente spazzolate e incerate erano una specie di opera d’arte in cui lei riversava tutti i suoi sogni di bellezza, e per coltivare la perfezione di quelle stanze si condannava a non viverci, a non entrarci mai come padrona ma solo come donna di fatica, e il resto della giornata a passarlo nell’unto e nella polvere.
Il tè permette che i fastidi del mondo ci sorvolino.
Tu, quello che ami il vino, non lasciar mai la vigneta di soffrire!
Credo che la frase maggiormente detta con meno sincerità al mondo non sia “Ti amo” bensì “Da domani mi metto a dieta”.
“Già” disse la donna. Si voltò di nuovo verso il fornello. “Sono io che cucino. Cucino per magnaccia, per sfigati, per mezzi matti. Già. Cucino, io.”
La cosa più insignificante racchiude un po’ d’ignoto. Troviamolo.