Klevis Gockaj – Stati d’Animo
Meglio essere veramente tristi che falsamente felici.
Meglio essere veramente tristi che falsamente felici.
Smisurato. È il mio bisogno di affetto. Continuo a volerne, a cercarne. Vorrei un vestito ricamato di coccole e baci, una pelle nuova che mi sappia sempre ricordare che sono al sicuro e che ci sarà sempre qualcuno disposto ad amarmi in modo incondizionato. Sarei imbattibile, la donna più bella del mondo.
Catturerò il volto di un passante, catturerò il volo di un gabbiano, catturerò un fiore che germoglia, e ne farò poesia, catturerò un attimo infinito, ma sopra ogni cosa catturata, vorrei catturare il sentimento di emozioni avvolgente sensazione di attimi di anima poetica!
C’è un mondo strano dentro me, quasi invisibile. Io non lo mostro a tutti ed è per questo che spesso mi attribuiscono identità che non ho. Però ci sono persone che mi conoscono veramente, che non solo mi apprezzano, ma mi difendono e mi stimano. Non conta l’opinione di chi non ti conosce, non conta il loro giudizio dato su un’apparenza che è come loro vogliono che sia. Conta ciò che sei, che provi e che sei capace di dare e di lasciare a chiunque tu incontri nel tuo cammino.
Il rispetto è finito nel momento in cui hai scambiato l’amore per una menzogna.
L’emozione è una rete a maglie larghe, lo spazio libero che cattura il cuore ma gli permette di… fuggire.
Il perfezionismo non rende felici, anzi direi che condanna all’infelicità. Quando l’impegno verso un obiettivo è eccessivo, solitamente si riduce la possibilità di successo. Intendo dire “eccessivo”, non “giusto”. Quando lo scopo prefissato diviene il fulcro delle nostre aspettative, il rischio che l’imprevisto ci metta lo zampino è elevato. E questa aspirazione crea ansia.