Paul Eluard – Cielo
Il cielo, il cielo è un ditale per cucire.
Il cielo, il cielo è un ditale per cucire.
La nudità della donna è più prudente del precetto del filosofo. Non chiede che la si soppesi.
Ed è negli occhi del bimbo, nei suoi occhi scuri e profondi, come notti in bianco, che nasce la luce.
Si sente di più la mancanza nei giorni con un cielo cosi, con la bocca piena di parole da raccontare.
Il cielo, scrigno dei nostri sogni, delle nostre speranze.
Anche se immortale e potente, se ha sottomesso le stelle ai suoi voleri di morte, come può Dio donare ai suoi l’amore macellando, rapendo, quello di un altro? Svela così la sua vera natura dietro l’apparenza, e i suoi veri scopi, mostrando volti e sembianze che lo smascherano. Non è odio, né troppa morale, la verità delle sue vittime (forse vittime della sua morale sciagurata). A volte è amorevole avvertimento, che mostra purtroppo la sua fine, prevista dalla scienza esatta. Per questo odiate.
La luna ha proprio un particolarissimo fascino, tra le nubi oscure poi diventa irresistibile.