Renato Zero – Musica
È meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani…
È meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani…
Perché nei film, specie nei grandi film, quelli con alto contenuto erotico, c’è sempre un pezzo sfrenato suonato con una chitarra elettrica? Semplice, perché è lo strumento che descrive meglio l’eros e la pulsione sessuale. I suoni sfumati e sconvolgenti che solo un grande chitarrista può scrivere, danno un’atmosfera che pochi altri strumenti possono avvicinare. Nella loro musica è insita ogni vibrazione che c’è nel corpo di un amante, per questo penso che un’ora di sesso fatta con questa acustica, ne valga dieci senza.
Sei una stella… se non brilli… non ci sei!
La musica ha il potere di accendere in noi quella luce nella nostra mente, chiamata ricordo, arrivando infine al cuore, dove lì rimane viva in eterno.
Ed è già domenica anche senza te che sei troppo libera per pensare a me, questo amore è l’ultimo lo sapevo già e ora quanto mi manchi accidenti alla libertà.
La musica che ascoltiamo è un riflesso del nostro stato d’animo, racconta a suon di note le gioie, i dolori, che in quel momento custodiamo segretamente nell’anima.
La musica è la brezza che accompagna lo spirito; il traghetto che trasporta l’anima nei sogni dove isole coralline incantate ballano aspettando che tu ti distenda sulla soffice sabbia per guardare il luccicante velo stellato mentre un delicato e tiepido vento d’oriente ti carezza il viso rendendo il rumore delle onde un dolce sentire, quasi fatato.