Virginio Ioppi – Frasi in dialetto
Me nono el diseva sempre: magnar quando se gha fam, bever quando se gha sé e far l’amor quando ela la ghe sta!
Me nono el diseva sempre: magnar quando se gha fam, bever quando se gha sé e far l’amor quando ela la ghe sta!
Dd’àsini si trùzzani e li varlìeddi si sc’càsciani!Gli asini si urtano e i barili si rompono!
A megghiu parola è chidda cha nun si risci…La parola migliore è quella che non si dice…
Ehi! Li porti probbio vene l’anni! – Certo che li porto vene e lo sai perché? La metà l’ho lasciati a casa.Ehi! Li porti proprio bene i tuoi anni! – Certo che li porto bene! E lo sai perché? La metà li ho lasciati a casa.
Saludos e trigu.
Juriddu juriddu chi ne fa fa per iddu!In amore e in guerra ogni cosa si fa per se stessi.
Si sono nato il 1956, ad aprile ed è pure nevicato, il trenta sono sbocciato dalle cosce fredde di mamma. Nonno paterno appena mi ha veduto, moro di Venezia m’ha nominato. A mio fratello, nato du anni prima, fariseo invece l’ha classificato. A mi sorella, dopo un lustro, l’ha schedata come ochina. Quando alla fine sono resuscitato, la mia morte fittizia non ha fatto nà notizia, mamma che ancora non sera riscaldata, una scrollata de spalle ha data. Mi fratello non ha chiuso neanche l’ombrello e mia sorella più sciocchina è rimasta in vetrina. A papà paraculo, che tutto sera pappato, con l’osso più duro, senza risparmiasse neppure er core malandato e trent’anni prima se ne annato, ma tu padre ubriacone, come faceva a sapere la fine della canzone?