Modi di dire friulani – Frasi in dialetto
Al prim ton di marz al sarpint al ven fur dal balz.Al primo tuono di marzo il serpente esce dalla tana (dal letargo invernale).
Al prim ton di marz al sarpint al ven fur dal balz.Al primo tuono di marzo il serpente esce dalla tana (dal letargo invernale).
Cu non ‘ccètta non ‘mérita.Chi non accetta non merita.
La politica chiagne e fotte, la magistratura chiagne e fotte, la burocrazia chiagne e fotte. I disonesti fottono e basta, gli onesti chiagnono e basta.
Vide Napule e po’ muore.Vedi Napoli e poi muori.
Si sono nato il 1956, ad aprile ed è pure nevicato, il trenta sono sbocciato dalle cosce fredde di mamma. Nonno paterno appena mi ha veduto, moro di Venezia m’ha nominato. A mio fratello, nato du anni prima, fariseo invece l’ha classificato. A mi sorella, dopo un lustro, l’ha schedata come ochina. Quando alla fine sono resuscitato, la mia morte fittizia non ha fatto nà notizia, mamma che ancora non sera riscaldata, una scrollata de spalle ha data. Mi fratello non ha chiuso neanche l’ombrello e mia sorella più sciocchina è rimasta in vetrina. A papà paraculo, che tutto sera pappato, con l’osso più duro, senza risparmiasse neppure er core malandato e trent’anni prima se ne annato, ma tu padre ubriacone, come faceva a sapere la fine della canzone?
Cetti cristiani parunu amici di ca è di dà,megghiu mi peddi, m’pizzannuci i spisi,ca mi guadagni niscennu dinari…
Chiove n’cape ò ricco. Chiove n’cape ò povero. Ò ricco vene scarfate, s’asciutto, rimane sane. Ò povero non l’asciutto nisciuno, care malato e more bagnato.Piove in testa al ricco. Piove in testa al povero. Il ricco viene scaldato, si asciuga, rimane sano. Il povero non lo asciuga nessuno, si ammala e muore bagnato.