Fabio Piscicelli – Vita
Come distrazione dalla morte, la vita non è poi così male.
Come distrazione dalla morte, la vita non è poi così male.
Accarezzare l’anima di coloro che incontriamo lungo il cammino della nostra vita è sfiorare un attimo d’eternità.
La strada che percorriamo non è sempre asfaltata, spesso è piena di sassi e buche, ma questo non ci impedisce di arrivare a destinazione. Così è la vita, se trovi un ostacolo hai due possibilità: lo salti oppure lo aggiri, in ogni caso non ti fermi.
È sempre una questione di tempo, ma la vita non può aspettare.
Ritenta sarai più fortunato: la seconda possibilità è un gratta e vinci. Se hai fortuna vinci, altrimenti hai buttato via i soldi.
La vita mi ha insegnato un sacco di cose che io ho buttato nell’immondizia.
Nessuno sacrifica la sua vita per amore, a meno che l’amore sia la sua vita.
A volte non bisognerebbe pensare, ma se inizio a pensare, ti penso.
Andare oltre significa superare le colonne d’Ercole, che permettono di oltrepassare le abitudini di una quotidianità vissuta senza sapere bene dove si sta andando.
La vita è la favola più bella che si possa immaginare.
Trascorri il tuo tempo con le persone che ami, non fare l’opposto, e stare con persone che in fondo non ti piacciono.
È vero che l’istinto non può essere spiegato, ma neanche può essere ignorato.
La vita è un variopinto puzzle di attimi da incastrare nel quadro del tempo.
La vita è una fiera di volti che guardano, da angolazioni diverse, la stessa prospettiva per raggiungere la meta.
La vita potrà anche essere una gara, una lotta a chi ce la fa per primo, a chi vince barando, ma ricordati sempre che il furbo pensa a sorpassare gli altri, l’intelligente pensa alla meta.
Quanta cattiveria si erge dalle fondamenta dell’ipocrisia. Quanta falsità si arrampica e si insinua nelle viscere dell’incoscienza. No sono solo strappi al cuore queste realistiche condanne, ma ferite aperte che provocano infelicità e dolore a chi ne rimane vittima. Elaborare il lutto non vuol dire superarlo, come combattere la cattiveria non vuol dire sempre sconfiggerla. Troppa erbaccia afferra le nostre caviglie costringendoci a sopravvivere non a vivere! Questa è la dura realtà che dobbiamo tenere conto, ma sapendo anche che; se abbiamo il coraggio di affrontare i disordini e la cupidità della realtà, domani potremmo finalmente avere la meglio e sradicare tutte le erbacce che ostacolano il nostro cammino, (vivendo davvero).
Partire per un lungo viaggio, alla ricerca di me. Per ritrovarmi, per reinventarmi, per rivivermi. Bruciare le tappe ed arrivare alla meta, saltare gli ostacoli e afferrare quello che rincorro. Un viaggio fatto di scelte nuove, di strade secondarie mai percorse per paura dell’ignoto. Un viaggio che mi aiuti a capire chi sono, cosa voglio veramente, di cosa posso fare a meno e di cosa no. Un lungo viaggio alla ricerca della felicità.