Gianluca Frangella – Morte
Nessuno teme veramente la morte, ma molti temono di vivere soffrendo.
Nessuno teme veramente la morte, ma molti temono di vivere soffrendo.
Un ricamo li nell’armadio, sulle lenzuola di seta custodite come uno scrigno prezioso e intoccabile. Le guardo, le sfioro poi mi allontano. La sera prima che ti saresti sposata avevo sognato di metterle sul tuo letto, e tu con gli occhi pieni di lacrime di emozione mi avresti detto: Mamma da domani abiterò qui, ma so che quando tornerò a casa da te mi aspetterai a braccia aperte. Quel ricamo aveva dentro i fili del tuo futuro ma questo futuro non l’hai vissuto. Ora quei fili mi graffiano il cuore, e non so a cosa aggrapparmi per non sprofondare nel mio dolore.
La nascita è il sonno dell’anima, è l’oblio; la morte è il risveglio.
Affogò perché si vergognava a gridare aiuto.
La femminilità è un abito che bisogna sapere indossare.
Penso che solo la morte possa insegnarmi l’arte della rassegnazione.
La morte è l’unico mezzo di evasione sicura da un mondo assurdo, tutti gli altri metodi non consentono risultati apprezzabili; dunque poiché siamo tutti prigionieri, per i più caritatevoli è giunta l’ora di aiutare il proprio prossimo.