Johann Wolfgang Goethe – Frasi in lingua straniera
Es irrt der Mensch, so lang er strebt.L’uomo erra finché aspira.
Es irrt der Mensch, so lang er strebt.L’uomo erra finché aspira.
Sono tanto ricco, e il mio sentimento per lei divora tutto; sono tanto ricco, e senza di lei tutto diviene nulla.
Be what you are, and say what you feel, because those who care don’t matter, and those that matter don’t care.Sii quello che sei e dì quello che vuoi, perché quelli a cui importa non importano mentre a quelli che importano non importa.
Sofferenza…Strisciante qual serpe velenosa,invade il corpo dell’ignaro astante:debilita la mente, incatena il cuorerende la vita una gabbia di dolore.
Inspiration may be a form of super-consciousness, or perhaps of subconsciousness – I wouldn’t know. But I am sure it is the antithesis of self-consciousness.L’ispirazione può essere una forma della eccellente-coscienza, o forse della subcoscienza non saprei. Ma sono sicuro che è l’antitesi di propria coscienza.
Non possiamo formare le menti dei nostri figli secondo i nostri concetti; ma li dobbiamo tenere e amare come dio ce li ha donati.
“The truly creative mind in any field is no more than this: a human creature born abnormally, inhumanly sensitive. To him… a touch is a blow, a sound is a noise, a misfortune is a tragedy, a joy is anecstasy, a friend is a lover, a lover is a god, and failure is death. Add to this cruelly delicate organism the overpowering necessity to create, create, create, so that without the creating of music or poetry or books or buildings or something of meaning, his very breath is cut off from him. He must create, must pour out creation. By some strange, unknown, inward urgency he is not really alive unless he is creating.””La mente veramente creativa in qualsiasi campo non è altro che questo: una creatura umana nata anormalmente, inumanamente sensibile. Per lui un tocco è un colpo, un suono è un rumore, una disgrazia è una tragedia, una gioia è un’estasi, un amico è un amante, un amante è un Dio e fallimento è la morte. Aggiungere a questo organismo crudelmente delicato la prepotente necessità di creare, creare, creare, affinché senza la creazione di musica o poesia o libri o edifici o qualcosa di significato, il suo proprio respiro è tolto da lui. Egli deve creare, deve spargere creazione. Per qualche strano, sconosciuto stimolo verso se stesso egli non è veramente vivo a meno che egli stia creando.”