Teresa D’Auria – Silenzio
Ho scelto la notte per leggere i miei silenzi.
Ho scelto la notte per leggere i miei silenzi.
Anche i gabbiani a un certo orario del giorno si fermano a fissare l’infinito restando in silenzio, quasi stessero ascoltando il silenzio divino universale.
C’è il Silenzio “magico”, e che non ha bisogno di parola alcuna, perché “parla” all’anima, ti da pace. Ma c’è il silenzio che dilania l’anima, ed è quello “imposto”, quello che ha il sapore del dubbio, dell’ambiguità, della sospensione, quello che mai ti da la rassegnazione.
Niente è più poetico di quattro righe lasciate vuote per qualcuno. Quando il silenzio suona alla chitarra un brano stridente, dove il tuo cuore ci balla a tempo.
Hai mai ascoltato un silenzio di quelli che viene dall’anima? Uno di quei silenzi fatti di parole e grida soffocate… Quei silenzi pieni di disperazione e lacrime? Io si, e credimi sono silenzi che spaccano in due il cuore. Sono quei silenzi che solo chi “Ama” è in grado di sentire e di percepire e solo chi ama fino alla completezza è in grado di colmare.
Le parole non servono più quando ne hai usate così tante e chi pensavi ti avesse capito, ti ha deluso. Ora ho solo questi silenzi per parlarti.
C’è un linguaggio che vale più delle parole quando non si è ascoltati: è il silenzio.