Modi di dire fiorentini – Modi di dire dialettali
Andare a Castel Pulci.Variante del detto Andare a San Salvi.
Andare a Castel Pulci.Variante del detto Andare a San Salvi.
È inutili ca ‘ntrizzi e fai cannola, lu santu è di mammuru e non sura!È inutile che ti fai le treccine e i boccoli, il santo è di marmo e non suda!
Caghè e spudè.Tale e quale.
Tàsi, tira le rèce, ‘scòlta, pianpianìn zè le vosi de la Vita.Taci, tira le orecchie, ascolta, piano piano sono le voci della Vita.
È comme cascà da le scale co le mà in saccoccia.È come cadere dalle scale con le mani in tasca.
Avàir la cagarèla int la làngua (int la pànna).Essere troppo loquaci (o grafomani).
Entrarci come il culo con le quarantore. L’origine di questo colorito modo di dire fiorentino è attribuita a un incidente avvenuto in una chiesa fiorentina, durante l’esposizione solenne del Santissimo Sacramento, pratica conosciuta col nome di “Quarantore”. Nella chiesa gremita di fedeli sembra che un’avvenente donna si sentisse toccare da un fedele dietro di lei. Alle sue proteste, il colpevole cercò di spiegarle, più con i gesti che con le parole, che l’aveva fatto senza malizia, a causa dell’affollamento: “Sono le Quarantore!”, al che la donna ribattè con questa espressione: “Cosa c’entra il culo con le Quarantore?”